Tankbar se ne sta tranquillo lungo il fondo del tuo schermo: una striscia di acqua tiepida con qualche pesciolino. Clicca sull’acqua e i fiocchi di cibo scendono piano mentre i pesci golosi corrono a prenderli. Passa il cursore su un pesce e si dimena contento; su un pesce palla e si gonfia. I pesci curiosi seguono il cursore. Ogni tanto sale una bolla di perle e, se sei troppo impegnato per scoppiarla, si raccoglie da sola.
Sotto tanta dolcezza c’è un motore genetico. Ogni pesce porta un genoma (specie, pattern, tre geni del colore, dimensione, lunghezza delle pinne e tratti) e il gioco lo dipinge dal vivo, fotogramma dopo fotogramma. Niente sprite sheet e niente ricolorazioni. Incrocia due pesci e il Nursery ti mostra le probabilità esatte prima che tu confermi. I genitori non vengono mai consumati e nulla viene mai rilanciato di nascosto.
Quando è ora di lavorare, avvia una Focus Tide. Sale una linea di marea, la musica si ammorbidisce e i tuoi pesci guadagnano perle doppie finché non hai finito. La musica arriva da tre radio procedurali, Lo-fi Reef, Deep Calm e Rainy Glass, composte dal vivo sul tuo computer.
Tankbar ha anche una modalità online facoltativa chiamata Harbor, prevista per il lancio e con accesso tramite l’account Steam che possiede il gioco: regali che arrivano come una scatola sulla sabbia, visite alle vasche, Fish Show giudicati per metà dai geni e per metà dai voti dei giocatori, e una Tide settimanale della community. Non c’è un mercato tra giocatori: i pesci sono da tenere e da regalare. La tua vasca non dipende mai da Harbor.
Tankbar è un acquisto singolo. Niente pubblicità, niente microtransazioni, niente loot box, niente barre dell’energia. Un Supporter Pack cosmetico facoltativo è previsto per il giorno del lancio per chi vuole dire grazie. Solo pesci.